
Qualora non fossi informato degli eventi dello sport più amato dagli italiani (quello che coinvolge una sola palla) non c'è da temere: basta camminare per strada per venire aggiornato anche sulla quantità di sudore secreta dall'attaccante di turno. Nel caso invece preferissi infilare le cuffie ed ascoltare la musica piuttosto che i commenti dei passanti, una volta raggiunta la tua dimora -opportunamente sprovvista di tv- sono i tuoi vicini a venirti in soccorso, offrendo una audio cronaca in dolby che proviene da ogni lato, ai limiti della quarta dimensione. Abitando all'ultimo piano si suppone che non ne provenga alcuno dall'alto. Invece si. Sono certo che anche da lassù seguono gli europei di calcio.
Sarà che l'aria ne è satura. Sarà che abito all'ultimo piano e, si sa, l'aria calda et maleodorante va in alto.
Resta il fatto che per la prima volta in tutta la mia vita ho sognato me stesso donna, impegnato a fare sesso con Madonna (la cantante).
Per favore fate presto. Grazie.
Cena in compagnia di personaggi (potenziali clienti) poco socievoli. Imbarazzo diffuso per la carenza di interesse reciproco e relativa conversazione disinvolta. Mantenendo le distanze si parla del più e del meno solo per non cadere nel silenzio poco convenevole. Per questi casi ho il segnale di emergenza. Sfilo il comunicatore speciale e proietto la richiesta d'aiuto contro il Vesuvio. La sagoma di un pipistrello? No. Di Pulcinella. Devo attendere solo dieci minuti e so che interverrà salvando la cena. Puntuale arriva e porta con se l'arma segreta, il vassoio di sfogliatelle (ricce e frolle) di Pintauro ed un vaso di babà mignon al limoncello. La prima breccia è sfondata immediatamente, per la seconda si stappa un Mojo. Pulcinella: "Allora? Vi piace Napoli, monnezza a parte?" Tizio: "Si, è pittoresca come si dice. Penso di aver conosciuto almeno dieci Gennaro e sei Ciro da stamattina". Pulcinella: "Ah davvero? E mi dica un po', lei come si chiama?" Tizio, con orgoglio: "Aaron". Pulcinella, mentre versa il vino: "Ah, un nome tipicamente napoletano. Della tradizione partenopea.". Tizio, vagamente incerto: "...napoletano? Sul serio?" Pulcinella, serio: "Certo. Perché, non l'ha mai sentito? Ne abbiamo decine di esempi." Tizio, spiazzato: "Hem... no, sinceramente no..." Pulcinella: "Strano. Alcuni sono famosissimi: 'Aaronn' 'e l'Arc, 'Aaronn do' Carmin', 'Aaronn' a' Liber', 'Aaronn' Addulurat'..." Cinque secondi di smarrimento, la pausa durante la quale capisci se saranno tuoi Clienti o tuoi nemici per sempre. Pulcinella non si scompone e finalmente il Tizio scoppia a ridere, seguito dagli altri. Pulcinella sorride soddisfatto e apre il vaso di babà. Pulcinella: "Ecco qua! Direttamente da Sorrento!". E' importante trattarli bene i Clienti.
In palestra:
"Non ci posso credere! Sei tu! Da quanti anni non ci vediamo?!".
"Direi circa vent'anni".
"Così tanto! Quanto vola il tempo...".
Il tizio annuisce e fa l'inevitabile scansione.
"Comunque non sei cambiato, lo sai? Anche se eri di spalle ti ho riconosciuto."
"Sul serio?"
"Si! Dal sedere!".
Al telefono con un Cliente piuttosto, hum, rustico. Cliente: "Aspettate, forse mi potete dettare lettera per lettera" Ek: "Si, certo. I di Imola, N di Napoli, J di Juliet, E di Empoli.." Cliente: "Che?" Ek: "I di Imola..." Cliente: "No no ho capito, I-N e poi?" Ek: "J di Juliet" Cliente, dopo una pausa di imbarazzo: "Non ho capito" Ek: "J di Jolly" Cliente: "Ah..." Ek: "E di Empoli C di Com..." Cliente: "Eh, mi dovete scusare ma non ho capito, G di Giolli come Genova?" Ek: "No, J di Jolly. Come l'hotel. Ci sarà passato un mucchio di volte" Cliente, con un sospiro: "Eh, e chi si ricorda com'è". Fa una pausa "Mi potete descrivere la forma della lettera?" Ek, in difficoltà: "Una T con la parte inferiore allungata" Cliente, poco convinto: "Ah". Ek procede con lo spelling ma il Cliente rimane in silenzio. Ek: "C'e' ancora?" Cliente: "Ah...si. Stavo pensando... non possiamo scriverlo in italiano con la G di Genova?".
E' gia' da un po' che il Sign. Ferrara - non il sedicente giornalista ma il sedicente regista - ha scelto Napoli come umile dimora. Dopo un primo periodo di accoglienza di lusso in appartamento in zona centralissima, l'ineffabile movie director e' diventato come il famigerato ospite di tre giorni - dal momento che sembra non intenzionato a schiodarsi da qui - e relegato in quartieri non dissimili da quelli in cui ha avuto i natali. Per ammortizzare le spese dell'affitto, delle cene e delle droghe, i suoi agenti lo stanno vendendo in tutti i modi possibili: ospite d'onore, cantante, show-man. Qualcuno dice di averlo visto vendere fazzolettini ai semafori di via Marina. E' così che il Sign. Ferrara per un momento ha sfiorato la mia vita, proposto anche come testimonial, offerta naturalmente allontanata ben prima che diventasse possibile. Sembra che abbia rifiutato un ottimo affare: con un paio d'etti di quella buona dicono che me la sarei cavata. Interessa?
Un consiglio: qualora non dovesse allettarvi l'idea di trascorrere 45 minuti del vostro prezioso tempo a spiegare a signori inquieti e signore ansiose che no, non sai se è meglio un televisore al plasma o uno lcd per la casa al mare e no, non sai nemmeno -per una qualche sorta di principio mimetico o di osmosi- se il lettore dvd da 30 euro legge i cd coi film dei loro figli, non indossate mai indumenti come questo se mettete piede in un luogo come questo.
Rientrare a Napoli dopo quasi due mesi d'assenza il giorno in cui la squadra della città rientra in serie A ti fa venire voglia di riprendere le valige e il primo aereo.
Si annega nella spazzatura, la disoccupazione ha raggiunto picchi inimmaginabili, il traffico è sempre più un problema (nemmeno la moglie di Bassolino con la sua ditta simil-Gestapo specializzata in recupero multe è sufficiente) ma lascia che il Napoli vince e la città dimentica tutti i suoi problemi.
Trombe da stadio, cortei di scooters e auto, fuochi d'artificio, dinamite(?).
Vi assicuro, nemmeno capodanno a New York si festeggia così tanto.
Upgrade: questa la dice tutta (da Repubblica).
Supermercato in fase di chiusura. Elfo entra due secondi prima che calassero le serrande. Tra i corridoi deserti, gli addetti riordinano le merci, spostano gli imballi, lavano il pavimento. Mentre Elfo cerca un prodotto, un gruppetto formato da due elementi di sesso femminile ed uno di sesso maschile, sostano al di la' dello scaffale e, probabilmente ignari della sua presenza, riprendono un discorso evidentemente iniziato prima.
Commessa #1, indignata:"Non ci posso pensare, cani"
Commesso, sborone:"Te l'ho detto. E pure cavalli"
Commessa #1 e #2, all'unisono:"Caaavaaalli?!"
Commesso ridacchiando:"Eh! Cavalli, ciucci(*), muli..."
Commessa #1, sconvolta:"Maronna mia!"
Commessa #2:"Scusa ma come fanno?"Commesso, saccente:"Fanno fanno. Quelli le pagano buono."
Commessa #2:"Ma non c'hanno paura? Cioe'... e se restano incinte?"
Attimo di pausa in cui anche Elfo trattiene il fiato.
Commessa #2:"Voglio dire... e' sempre sperma..."
A quel punto anche il commesso, fino a quel momento sicuro di se, esita.
Commesso:"Ehm....Si...Non lo so."
Altra pausa, densa di riflessioni.
Commessa #2 spezza il silenzio, dando voce a cio' che probabilmente era sotto forma d'immagine nelle loro menti.:"Ma t'immagini" sussurra con orrore "che deve uscire? Mostri..."
Elfo abbandona le ricerche, fila alla cassa e non si volta, terrorizzato dall'idea di scoprire che il terzeto sia formato da persone adulte, magari anche genitori.
Pensare che c'e' chi inorridisce perche' i ragazzi non sanno niente sull'HIV.
(*)= somari
Eh si, devo ammettere che il "Piano per la sicurezza di Napoli e provincia" non fa una piega.
Lodevoli gli obiettivi: garantire la sicurezza dei cittadini in modo duraturo e permanente, introdurre un controllo capillare e integrato del territorio, strada per strada, sviluppare la cultura della legalità.
Ma soprattutto "Mille saranno gli uomini in più: accanto a questi verrà creata una forza speciale di 200 carabinieri e di 200 poliziotti che, di fronte all'emergenza, interverranno immediatamente, nel giro di poche ore".
Temo che Mastella, vivendo probabilmente in una Napoli ovattata più della mia, abbia suggerito ad Amato strategie inadeguate. In dieci minuti un motorino viene rubato, ribattuto e spedito su un furgone, pronto per il mercato nero, e loro parlano di poche ore.
Sviluppare la cultura della legalità. Al cinema, quando proiettano lo spot contro la pirateria, alla frase "non ruberesti mai un auto" in coro rispondono " 'o dici tu".
Ma devo ammettere che mi sono accorto del numeroso spiegamento di forze dell'ordine in risposta all'obiettivo #2. Mi sono sentito infatti molto protetto durante lo shopping a via Calabritto, sono stato costretto a fare uno slalom tra coppie di carabinieri (tutti con dei misteriosi fascicoli tra le mani) per passare a via dei Mille ed ho condiviso con uno di loro il piacere dell'acquisto di una confezione di marrons glacés da Gay Odin a via Vittoria Colonna. Immagino che quanto ho visto io sia la prova su strada della fantomatica Scit (ogni commento sulla scelta dell'acronimo è superfluo) perché altrimenti non si spiegherebbe una così alta concentrazione di forze dell'ordine in un quartiere relativamente tranquillo. Non sono stato nei punti caldi della città ma un passaggio veloce a via Toledo (limitrofa ai quartieri spagnoli, una zona alquanto bollente) che contava le solite pattuglie di default, mi fa temere che questa manovra sia l'ennesima presa in giro, un polverone sollevato da centinaia di piedi calzati da anfibi destinati a pattugliare solo strade lastricate da ordinati sampietrini.