
Nel week end più pigro della mia vita sto catalogando i libri che ho in casa. In un foglio di calcolo, quelli che odio, in pratiche schede che li ordina per ISBN, generi, titolo, autore, anno. Molti non ricordo più cosa contengono, quali storie, quali personaggi. Di altri ne rammento solo le emozioni. E' successo quando ho ripreso tra le mani Sulla strada di Kerouac che mi ha regalò una profonda sensazione di libertà ed il desiderio folle di mettermi in auto e scappare negli States a suonare il pianoforte tra uno stato e l'altro in quei luoghi deserti e sudici frequentati solo da camionisti e autostoppisti. O anche Pulp di Bukowski che vale la pena ricordare anche solo per questo brano (è riportato in quarta di copertina, non ne ricordo mica la pagina): Poi la porta si spalancò. Ed entrò quella donna. Tutto quello che posso dirvi è che ci sono miliardi di donne, sulla terra, giusto? Certune sono passabili. La maggior parte sono abbastanza belline. Ma ogni tanto la natura fa uno scherzo, mette insieme una donna speciale, incredibile. Cioè guardi e non ci puoi credere. Tutto è un movimento ondulatorio perfetto, come l'argento vivo, come un serpente, vedi una caviglia, un gomito, un seno, un ginocchio, e tutto si fonde in un insieme gigantesco, provocante, con magnifici occhi sorridenti, bocca leggermente piegata in giù, labbra atteggiate in modo che sembrano scoppiare in una risata alla tua sensazione di impotenza. E sanno vestirsi, e i loro lunghi capelli incendiano l'aria. Troppo di tutto, accidenti. E da allora non fai altro che sperare che accada anche a te, che provi esattamente quelle cose per qualcuno, di sentirti impotente, rimanere stregato e completamente perso. Accidenti.
Da oggi google print esce in versione beta.
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Qual'è il primo testo che avete cercato?

Mi dispiace. Davvero. Ma di fronte a cose del genere proprio non ce la faccio.
Illustrazione ®Ra
Se una persona ti regala questo libro con la premessa che per tutta la durata della sua lettura non ha fatto altro che immaginare te nel ruolo del suo protagonista;
poi ti porta al cinema per vedere questo film perché ritiene possa farti davvero bene,
secondo te, sta forse tentando di dire(*) qualcosa?
(*) a parte dimostrarti che ha gusti diametralmente opposti ai tuoi
...la letteratura, il buonsenso, l'intelligenza del pubblico di lettori italiani.
Parlo naturalmente del sedicente romanzo di Giorgio Faletti, 'Io uccido'.
L'ho terminato circa 10 giorni fa. Ho dovuto digerirlo per bene prima di poterne parlare in maniera distaccata.
So che per prima cosa mi verrà contestata questa opinione con la frase "Scusa, ma cosa ti aspettavi?" ma non ho mai ritenuto onesto giudicare qualcosa senza aver prima appurato di persona le pecche o i pregi.
Stavolta mi sono lasciato sedurre dalle critiche dei media e di gente che *godeva* della mia stima, acclamando il romanzo come il caso letterario dell'ultimo decennio.
In effetti é vero: é stato un caso letterario a tutti gli effetti, perché a memoria di uomo cosciente et consapevole non ricordo di aver letto nulla di peggio escludendo le prime tre pagine di un romanzo di una certa Barbara Taylor Bradford che era nella sala d'aspetto di un aeroporto. Il caso letterario truffaldino dell'ultimo decennio, ecco cos'é.
Fonti autorevoli declamavano il libro "avvincente", "ben scritto", "ricco di suspance", "originale", "audace".
Probabilmente non capisco nulla di letteratura, anzi, sicuramente sono uno che non riesce ad apprezzare la vera scrittura, visto che nessuna delle cose dette dalla stragrande maggioranza dei critici le ho riscontrate in ben 681 pagine.
Il libro parte come la guida Michelin di Montecarlo. Da domani posso tranquillamente andarci e girovagare ad occhi chiusi; le strade ora le conosco tutte, compresi gli incroci, i semafori e possibilmente i negozi.
Conosco approssimativamente lo spessore del conto in banca della gente che frequenta Montecarlo dal momento che non si fa altro che chiamare gli oggetti di uso comune per marca e modello: Rolex, Motorola xy, Renault yz e mi rifiuto di ricordare altro.
I personaggi sembrano essere usciti dai film polizieschi americani di quart'ordine, senza spessore, ordinari e canonicamente prevedibili, senza carattere. No, mi sbaglio. Il carattere ce l'hanno tutti, perfettamente omologato: i poliziotti, le donne, gli ispettori, i direttori. Tutti hanno un approccio disinvolto e scherzoso col prossimo, tutti devono fare i simpatici con battute che fanno venire il latte alle ginocchia tanto sono usurate e scontate.
Per non parlare degli espedienti "tecnici" usati per dare una svolta alla trama.
Mi piacerebbe sapere qual'é questo programma "costato un occhio" capace di ricostruire i pixel danneggiati di un'immagine tratta da un frame estrapolato da un filmato VHS... Un programma in grado di ricostruire la scritta su un'etichetta appiccicata su un disco riflesso in uno specchio in un'inquadratura che si presuppone sia almeno un piano americano. Almeno.
Alla fine del libro, che scorrevo in una sorta di costernata rassegnazione per aver tolto del tempo ad altri libri, mi sono reso conto del suo scopo: scrivere una sceneggiatura. Le descrizioni maniacali, i personaggi dei quali si conosce ogni particolare visivo, la trama che conclude con il previsto lieto fine, le donne protagoniste che devono essere delle figone in modo da poter giustificare la bella attrice di turno. Dopo il primo incasso stratosferico, considerando che siamo stati in mezzo milione di coglioni a comprarlo (io almeno l'ho pagato 3 euro), si accingono a farne un secondo con un film pompato dai media che immagino potrà produrre un De Laurentis commerciale e che potrebbe anche girare un Neri Parenti qualunque per quanto mi rigurda.
La scrittura? Un lungo tema. Di quelli che la professoressa inorridita avrebbe segnato con la biro rossa dandogli un sufficiente per l'impegno.
Ma mi fermo qui. Non voglio sacrificare ulteriormente tempo per uno che si é arrogato il diritto di prendere in giro la gente producendo un oggetto inutile ed ingombrante spacciandolo per libro.