
Lo so, sto per dire un'eresia, ma David Byrne non mi è mai piaciuto.
La sua voce mi indispone, quando canta mi fa pensare sempre che qualcuno gli punti una pistola alla tempia, o un randello ad altezza testicoli.
Nell'ultimo album dei Thievery Corporation Cosmic Game, il Signor Byrne esegue il brano #10 The Heart's A Lonely Hunter, rigorosamente eliminato dalla playlist del mio iPod.
Stamane, ancora confuso da un violento risveglio, ho avviato iTunes dimenticando di eliminare la traccia.
Continuo ad immaginare Eric Hilton affilare un'accetta su una lucida cote nera, di la' in bagno e Rob Garza, con indosso un grembiule bianco e un paio di guanti di lattice, approntare la vasca con i teli di cellophane e i secchi per raccogliere i pezzi.
Pensare che non mi drogo.
Mentre gli altri blog chiudono per ferie, il mio langue nel precario limbo "ci-sono-ma-mica-tanto".
Perché se è vero che non avrò ferie come si deve almeno fino a settembre, è anche vero che sono piuttosto occupato. Sarebbe ingiustificata altrimenti la mia permanenza nella torrida città, no?
Ecco allora che do una svolta al tutto e in uno slancio di incerto entusiasmo inauguro una nuova categoria -anche se ormai si chiamano TAG- per condividere con la blogosfera il marcio che è in me: kattiverie.
Che avrei potuto anche scriverlo con la *c* ma dal momento che la frittata è già stata fatta col mio nick tanto vale andare fino in fondo.
Bon, bando alle ciancie, anzi, ciancio alle bande: prima infamia (che riguarda un Cliente).
Elfo accaldato e di pessimo umore arriva all'appuntamento rimandato tre volte dal Cliente#71(*).
Viene accolto da SegretariaStitica con sdegnosa occhiata: "E voi che ci fate qua?".
Elfo fa notare la data e l'ora e SegretariaStitica indica col mento una poltrona di pelle di boa albino proprio accanto a un tavolino di cristallo sorretto da due elefantini di porcellana con rifiniture oro e intarsi di lapislazzuli.
Mentre Elfo ammira l'arredamento dello spazio con una punta di ribrezzo, SegretariaStitica sparisce dietro una porta (laccata in bianco con pomelli d'ottone e incastonatura di pietra azzurra non ben definita) per fare la comparsa dopo alcuni minuti con una nuova ondata di disprezzo nello sguardo.
Elfo consulta l'orologio nel tentativo di quantificare l'ammontare del ritardo. Dopo dieci minuti circa un trillo acuto e volgare, perfettamente consono al gusto dell'ambiente, annuncia la chiamata del Satrapo.
SegretariaStitica, dopo monosillabica conversazione, indica col mento la porta laccata.
Quando Elfo la varca si trova in un bazaar di Cartagena arredato dallo staff di architetti della buonanima di Concetta Mobili.
Satrapo in camicia sgualcita e capello bagnato, in piedi, accanto alla gabbia stile pagoda con un pappagallo grigio dalla coda rossa, accenna un vago sorriso:
"M'avita shcusà dottò, m'ero appoggiato nu' poco".
Certo. Perché, poverino, mica si aspettava che fosse davvero alle 16:30 l'appuntamento. Almeno le 17:00. Quanta sconsideratezza a non aver applicato il regolamentare ritardo partenopeo.
Elfo si scusa per la puntualità e procede con il suo lavoro accomodandosi sulla poltrona in pelle di tigre presso il tavolo in legno di baobab trattato con lino cotto e polvere di minio.
Trascorsi venti minuti a parlare utilizzando il linguaggio più semplice fosse in grado di elaborare, Satrapo lo fissa con un'espressione ebete e completamente persa.
Richiamato sulla Terra dal discreto colpetto di tosse di Elfo, Satrapo commenta sdegnoso:
"Vuje site proprio pisce pigliate co' a botta".
Elfo impiega qualche secondo per pescare nel database della sua memoria il senso della frase, dopo di che chiede scusa e sfila il cellulare fingendo una chiamata. In realtà digita il codice rosso che mette in moto la procedura di 'escape'.
Tempo due minuti che SegretariaStitica bussa alla porta.
"Dottò, vi vogliono al telefono. Il cellulare è occupato e dicono che è urgente".
Elfo finge mortificazione, risponde al telefono con aria preoccupata mentre dall'altro capo recitano dieci versi dell'Odissea.
"Chiedo scusa ma devo scappare. La contatteremo quanto prima".
Il pappagallo, silenzioso fino a quel momento, scoppia in una fragorosa risata.
Ha capito tutto, lui.
(*) Per conoscere questa numerologia vai qui.