
Cena in compagnia di personaggi (potenziali clienti) poco socievoli. Imbarazzo diffuso per la carenza di interesse reciproco e relativa conversazione disinvolta. Mantenendo le distanze si parla del più e del meno solo per non cadere nel silenzio poco convenevole. Per questi casi ho il segnale di emergenza. Sfilo il comunicatore speciale e proietto la richiesta d'aiuto contro il Vesuvio. La sagoma di un pipistrello? No. Di Pulcinella. Devo attendere solo dieci minuti e so che interverrà salvando la cena. Puntuale arriva e porta con se l'arma segreta, il vassoio di sfogliatelle (ricce e frolle) di Pintauro ed un vaso di babà mignon al limoncello. La prima breccia è sfondata immediatamente, per la seconda si stappa un Mojo. Pulcinella: "Allora? Vi piace Napoli, monnezza a parte?" Tizio: "Si, è pittoresca come si dice. Penso di aver conosciuto almeno dieci Gennaro e sei Ciro da stamattina". Pulcinella: "Ah davvero? E mi dica un po', lei come si chiama?" Tizio, con orgoglio: "Aaron". Pulcinella, mentre versa il vino: "Ah, un nome tipicamente napoletano. Della tradizione partenopea.". Tizio, vagamente incerto: "...napoletano? Sul serio?" Pulcinella, serio: "Certo. Perché, non l'ha mai sentito? Ne abbiamo decine di esempi." Tizio, spiazzato: "Hem... no, sinceramente no..." Pulcinella: "Strano. Alcuni sono famosissimi: 'Aaronn' 'e l'Arc, 'Aaronn do' Carmin', 'Aaronn' a' Liber', 'Aaronn' Addulurat'..." Cinque secondi di smarrimento, la pausa durante la quale capisci se saranno tuoi Clienti o tuoi nemici per sempre. Pulcinella non si scompone e finalmente il Tizio scoppia a ridere, seguito dagli altri. Pulcinella sorride soddisfatto e apre il vaso di babà. Pulcinella: "Ecco qua! Direttamente da Sorrento!". E' importante trattarli bene i Clienti.
Trascorri il fine settimana a stilare un documento, la cui consegna entro la scadenza sembra essere direttamente collegata alla fine del mondo. Passi il documento al reparto immagine e comunicazione, affinché assieme ai contenuti faccia anche bella figura. Non toccava a te stilarlo quel documento ma dal momento che la volta precedente era stato fatto da altri ed il risultato non ti soddisfaceva nemmeno un po' decidi di offrirti volontario, dal momento che ci rimetti anche tu la faccia. E viene davvero bene. Dai un'ultima occhiata anche il lunedì, confrontando il materiale fornito dall'agenzia e i contenuti che hai provveduto a rendere gradevoli. Combaciano. Consegni tutto e accantoni il progetto passando al resto, che attende impilato sul ripiano della tua scrivania. Un paio di cartelle in più dal momento che hai fatto del lavoro extra ma quel che importa è che il documento stavolta sia perfetto. Nel giorno in cui il documento dovrebbe essere impaginato, rilegato ed imbustato, alle 20:30 spaccate ti arriva una telefonata. "Ahem...". Non è necessario aggiungere altro. Hai perfettamente capito. Hai capito che il documento va corretto perché uh... i dati che ti sono stati forniti erano... come dire... errati... no, inutile ora accusare qualcuno, fa lo stesso sapere o non sapere di chi è la colpa, bisogna soltanto far presto e correggere gli errori entro domani - giorno della scadenza e conseguente fine del mondo - perché altrimenti il tuo lavoro verrà vanificato e si, eh eh, buffo vero?, per una ragione che non dipende da te. Su forza, inutile stare a pensarci. Correggiamo. Però... aspetta. No, non ora. Tra due ore. Sai, è ora di cena. Tanto lo so che tu fai tardi. Ti chiamo tra due ore. Ok?
Al telefono con un Cliente piuttosto, hum, rustico. Cliente: "Aspettate, forse mi potete dettare lettera per lettera" Ek: "Si, certo. I di Imola, N di Napoli, J di Juliet, E di Empoli.." Cliente: "Che?" Ek: "I di Imola..." Cliente: "No no ho capito, I-N e poi?" Ek: "J di Juliet" Cliente, dopo una pausa di imbarazzo: "Non ho capito" Ek: "J di Jolly" Cliente: "Ah..." Ek: "E di Empoli C di Com..." Cliente: "Eh, mi dovete scusare ma non ho capito, G di Giolli come Genova?" Ek: "No, J di Jolly. Come l'hotel. Ci sarà passato un mucchio di volte" Cliente, con un sospiro: "Eh, e chi si ricorda com'è". Fa una pausa "Mi potete descrivere la forma della lettera?" Ek, in difficoltà: "Una T con la parte inferiore allungata" Cliente, poco convinto: "Ah". Ek procede con lo spelling ma il Cliente rimane in silenzio. Ek: "C'e' ancora?" Cliente: "Ah...si. Stavo pensando... non possiamo scriverlo in italiano con la G di Genova?".
Un Cliente in visita ne' o' Paeso do' Sole: [Mentre parla al cellulare]: "Com'è Napoli? Beh, passeggio per strada da un'ora e mi sono già innamorato 26 volte."
Se da un lato sei duro con i tuoi colalboratori, dall'altro ne sei martire e ascolti in silenzio tutto l'album di Tiziano Ferro.
Il Cliente #71 e' indeciso: color marrone come le iniziali del suo brand o azzurro, come la confezione del prodotto che vende meglio? Certo. Un vero dilemma che scioglieresti con una soluzione rapida e indolore per te e adatta e conveniente per lui.
Ma.
Ti arriva una telefonata. Quella del lunedì mattina. Quella in cui un tuo caro amico ti racconta come ha trascorso la domenica. E sai che non ti conviene riagganciare perchè sarebbe capace di insistere fino a sera ed, eventualmente, notte fonda.
Così, rassegnato, ascolti.
Che domenica pomeriggio è poi stato con la tizia che frequenta da un mese ma, beh, con a seguito la sua prole e il cane e si, un divertente déjeuner sur l'herbe con il cesto in vimini e la tovaglia a quadri in località bucolica e tutto sembrava andare bene fino a quando, accidenti, duenne inizia a piangere perché ha mal di pancia e quattrenne lo segue a ruota dopo nemmeno venti minuti così, dannazione, la madre si mortifica ma e' anche un po' incazzata, mai che si può uscire una volta, cacchio, ma intanto i due piccoli indemoniati strepitano e si torcono le budella quindi che fare? portiamoli dietro i cespugli, così almeno si liberano ma, porca di una miseria, non hai idea, non hai assolutamente idea di quanto possa essere imbarazzante rendersi conto che una creatura tanto piccola possa produrre la tua stessa quantita' di materia organica maleodorante in fatto di forma e spessore, non lo diresti dal di fuori, sembrano tanto piccoli, ma quando sembra sia finita, pum, ecco che scatta la follia perchè il cane, quel cagnolino delizioso con il campanellino al collo che viene nutrito solo con mangime selezionato, mica gli scarti della cucina, beh, quel cagnolino tanto educato e carino impazzisce di colpo ed eccolo fiondarsi sugli escrementi dei padroncini facendone piazza pulita ben prima di riuscire a depositare quattrenne in preda a sconcertato orrore e madre inorridita in piena crisi isterica che urla di fermarlo ma tu, che non hai vomitato fino a quell'istante per dignità virile, avverti un conato che fa risalire pericolosamente la parmigiana di melanzane lungo l'esofago che solo dieci minuti prima l'aveva vista scendere in gustosi bocconcini, così la butti sullo scherzo e sdrammatizzi sulla miracolosa tenuta dei pannolini e la coprofagia canina ma ormai e' troppo tardi perchè lei e' incazzata nera e per quella giornata non te la darà, puoi giurarci.
Attendi paziente che il tuo amico riagganci e chiami il tuo assistente.
"Allora? Andiamo col marrone?" chiede allegramente.
"Azzurro" rispondi cupo "Decisamente azzurro".
Sebbene le previsioni promettano male per gli amanti del sole e del mare, le localita' balneari sono state prese d'assalto. E' quanto si evince dalle espressioni contrite del personale in agenzia, costretto a ricorrere all'ultimo minuto per prenotare la meritata mini vacanza.
Sfuggito alle chele di Mr.Crab e ai tentacoli di qualche cliente molesto, mi do alla fuga a mia volta fino a lunedì mattina. Ancora da decidere la meta e la compagnia a differenza dei libri che portero' con me: il citato a destra Hotel Messico e le due opere uniche di Glastra Van Loon Karel, con l'augurio di leggerne almeno uno.
Buon fine settimana.
Contratto= s. m. (dir.) accordo formale di due o più parti per costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico; | estens., patto, accordo.
Non è così difficile. Si stipula un accordo tra due parti, il Fornitore ed il Cliente.
Quest'ultimo lo legge, lo valuta, eventualmente lo modifica ma alla fine lo sottoscrive, con la piena facoltà di intendere e di volere, firmando nero su bianco.
Semplice. E' una procedura comunemente diffusa in tutto il mondo economicamente sviluppato.
Tranne a Napoli.
Nel senso, si stipulano i contratti qui, per carità, basta coi luoghi comuni, se ne firmano decine al giorno; è che questi contratti hanno una particolarità che li accomuna, che li unisce sotto una grande, salda categoria: sono napoletani.
Il contratto napoletano apparentemente assomiglia a tutti gli altri: è stampato su carta bianchissima non riciclata, ha le pagine firmate da entrambe le parti eccetera ma tra le righe, invisibile, scorre la sottile linea della consuetudine al provvisorio e la radicata convinzione che gli schemi, per loro natura, vanno imprescindibilmente rotti.
Accade dunque che il Cliente, dopo quasi due mesi dalla consegna accettata con gioia costellata di complimenti per l'erculea impresa, può decidere che un qualcosa non gli sta più bene. Naturalmente contro quel qualcosa hai combattuto con ostinazione, perché sapevi che non poteva funzionare ma, come si dice, il Cliente ha sempre ragione e di fronte all'ottusa pertinacia lo hai accontentato cercando di dare dignità a quel qualcosa anche se sapevi perfettamente che non tutti i fruitori sono daltonici, e non tutti i fruitori sono miopi, e non tutti i fruitori riescono a convincersi senza ricorrere all'ipnosi che quel qualcosa possa stare bene lì.
Il Cliente, infine, lo ha capito. Dopo quasi due mesi. Con un contratto che dichiarava in frasi semplici, soggetto verbo e complemento, che a consegna avvenuta una bella stretta di mano sarebbe stata l'ultima cosa che ci saremmo scambiati.
Non con un contratto napoletano, però.
Traduco il materiale invisibile tra le righe?
MrCrab: Dobbiamo accontentarlo.
Elfo rimane in silenzio.
MrCrab: Me lo ha chiesto come favore personale. Cosa dovrei fare? Ci conosciamo da trent'anni.
Elfo non apre bocca.
MrCrab: E poi è una cosa semplicissima, non dovrai fare altro che rifarlo come avevi detto tu all'inizio. Eh, l'ho sempre detto che sei in gamba. Me lo fai un sorriso ora? In fondo è la conferma che avevi ragione. Dovresti esserne orgoglioso. Non sai quanti complimenti hai m...
Elfo: Ho capito, basta così. Come la mettiamo col contratto?
MrCrab storce la bocca in un sorriso a metà tra l'imbarazzato e l'ironico: Non ti preoccupare, ho la sua parola.
Preoccuparmi? Perché mai dovrei. Com'era? Verba volant scripta..? Che ingenui questi latini.
Di che male soffri se non conosci i nomi delle persone che ti circondano bensì il loro indirizzo email?
Breve ma intenso.